santa-chiara.jpgNel decumano inferiore, ossia nel centro storico vicino alla Piazza del Gesù, è ubicato il complesso conventuale di Santa Chiara.
La Chiesa di Santa Chiara, in stile gotico-provenzale, fu commissionata dal re Roberto d’Angiò agli architetti Gagliardo Primario e Leonardo di Vito nel ‘300. Il re in tal modo volle rispettare la richiesta della moglie, Sancia di Maiorca, la quale si era sempre sentita portata per la vita claustrale ma non avendo potuto soddisfare questa vocazione, volle manifestare la sua devozione con una grande chiesa. La Chiesa di Santa Chiara fu successivamente ristrutturata in stile barocco. Semidistrutta dai bombardamenti del 1943, fu ristrutturata in seguito in forma gotica.

La facciata ha un pronao con tre arcate ogivali, al centro ci sono un rosone ed un oculo triangolare. Bellissimo è il portale a marmi rossi e gialli, alternati con sottili intagli nella fascia che sovrasta gli stipiti, nel fogliame che adorna lo stemma della regina Sancia. Al lato sinistro si possono osservare i contrafforti di tipo provenzale, le monofore archiacute.

L’interno è costituito da un’unica navata senza transetto con volta a capriate lignee, ai lati si affacciano nove cappelle secondo lo stile gotico della Francia meridionale. Esse sono sporgenti dalle pareti e sono illuminate da bifore.
Sull’altare maggiore c’è il sepolcro di Roberto d’Angiò sostenuto da pilastri cui sono addossate sei statue di Virtù, sulla parte frontale ci sono le statue del re e dei familiari, sul lato destro la tomba di Carlo duca di Calabria.
Alle spalle dell’altare maggiore vi è il coro delle Clarisse risalente al trecento, diviso in tre navate ed affrescato da Giotto.

Il Campanile presenta un largo basamento a scarpata. La parte inferiore risale al trecento e presenta lastre di marmo a caratteri gotici che ricordano la fondazione, il compimento e la consacrazione della Chiesa. Il resto è stato rifatto dal Quattrocento e concluso nel 1604.

Il complesso conventuale ha un chiostro, inizialmente delle Clarisse ed ora dei Frati Minori, modificato nel XVIII secolo secondo i dettami del “giardino rustico”. Pilastri ottogonali rivestiti di maioliche policrome (pregevole opera di artisti napoletani) che rappresentano fiori e frutta, paesaggi, scene mitologiche fiancheggiano i due viali perpendicolari, che delimitano il giardino e s’intersecano al centro del chiostro.
Fonte:http://www.penisola.it