duomo-san-gennaro.jpgIl Duomo fu fatto costruire da Carlo II d’Angiò nel secolo XIII su una chiesa del V secolo. Più volte restaurato presenta stili diversi rispetto all’iniziale edificio. Restano della costruzione originale solo i portali di A. Baboccio, i leoni stilofori.
L’interno è a croce latina; le tre navate sono divise da pilastri sormontati da archi ogivali. Diversi sono i soffitti delle tre navate, infatti quello centrale è ligneo intagliato e dorato, quelli laterali sono a crociera. Il fonte battesimale è formato da una vasca di basalto egiziano con maschere bacchiche, la parte superiore è realizzata in bronzo e marmi policromi.
Nella navata destra si trova la Cappella di San Gennaro che fu fatta costruire come ringraziamento di un voto fatto dai Napoletani durante la pestilenza del 1527 e l’episodio è ricordata da un’iscrizione in latino sull’ingresso. La Cappella è espressione dell’arte napoletana del ‘600 e si presenta come una chiesa nella chiesa. Ha 7 altari; gli affreschi sono del Domenichino e di Giovanni Lanfranco. L’altare maggiore è stato disegnato da F. Solimena. Nella parete di fondo è posta la statua di San Gennaro; sotto c’è un busto d’argento che racchiude il cranio del Santo e le ampolle col sangue coagulato che ogni anno il 19 settembre si liquefa ed è uno dei momenti più intensi vissuti dai napoletani. Essi infatti ritengono che sia di cattivo augurio la mancata liquefazione.
A sinistra del presbiterio è ubicata la Cappella di San Lorenzo nella quale un ascensore consente di salire sul tetto.
Secondo la tradizione, il sangue di San Gennaro, martire per la fede, fu raccolto da un cieco che lui aveva guarito. Quando il corpo fu traslato da Pozzuoli a Napoli all’epoca di Costantino, il sangue si liquefece nelle mani del vescovo San Severo. Da quel giorno il sangue si liquefa due volte all’anno ( maggio e settembre).

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