chiesamariaausiliatrice.gifIl Santuario di Maria Ausiliatrice venne eretto su progetto dell’ingegnere Antonio Spezia per volere di San Giovanni Bosco che lo volle come monumento di riconoscenza alla Vergine Maria, come chiesa madre e centro spirituale dell’opera salesiana.

Il 27 aprile del 1865 vi fu la posa della pietra angolare alla presenza del Principe Amedeo di Savoia, duca di Aosta, figlio di Vittorio Emanuele II e il 23 settembre 1866 venne collocato l’ultimo mattone di chiusura della cupola, del diametro di 19 metri. Mentre i lavori continuavano all’interno, nel maggio 1867 venne collocata sulla cupola la statua della Madonna alta quattro metri, e finalmente il 9 giugno 1868 ebbe luogo la solenne consacrazione.

La facciata del Santuario richiama quella della chiesa di S. Giorgio Maggiore a Venezia, del Palladio.

Sul campanile di destra è raffigurato l’arcangelo Gabriele nell’atto di offrire una corona a Maria, mentre sul campanile di sinistra l’arcangelo Michele sventola una bandiera con la scritta “Lepanto”.
Sul timpano le statue marmoree sono dei martiri Solutore, Avventore, Ottavio uccisi proprio nel luogo dove sorge Valdocco.
Sull’attico sopra gli orologi c’è a destra la statua di S. Massimo, primo vescovo di Torino, e a sinistra la statua di S. Francesco di Sales, patrono della Famiglia Salesiana.
Nella nicchia centrale, sotto il rosone, si vede il gruppo di marmo di Gesù tra i fanciulli e nelle nicchie laterali vi sono le statue di S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga.
Delle due fasce di altorilievi tra le colonne, una rappresenta S. Pio V che annuncia la vittoria di Lepanto del 1571, l’altra Pio VII che incorona Maria SS. nel Santuario di Savona dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica.

La decorazione del Santuario fu realizzata dal primo successore di Don Bosco, il Beato Michele Rua. L’affresco della cupola è opera del pittore Giuseppe Rollini. L’interno è tutto un rincorrersi di luci e colori dei marmi che convergono al tabernacolo e al grande quadro dell’Ausiliatrice, ideato proprio da Don Bosco che ne parlò al pittore Lorenzone che prese in affitto il più alto salone di Palazzo Madama e lo realizzò in tre anni.

Quattro gli altari della Basilica. Quello monumentale è dedicato a Don Bosco ed è opera dell’architetto Ceradini; quello dedicato a S. Giuseppe è l’unico altare rimasto come l’aveva voluto Don Bosco, il quadro centrale fu eseguito dal Lorenzone e in esso si vede l’oratorio di Valdocco proprio com’era nel 1869.
A destra, entrando dall’ingresso principale, si trova l’altare di S. Maria Mazzarello, confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. A sinistra c’è la cappella di San Domenico Savio, il quindicenne allievo di Don Bosco proclamato santo nel 1954 e vicino la cappella del Sacro Cuore il cui quadro è opera del pittore Carlo Morgari.

Più avanti c’è la nicchia che contiene la statua di Maria Ausiliatrice, posta sulla pietra angolare della Basilica; ogni anno la sera del 24 maggio viene portata in processione per le strade di Torino. Sempre a sinistra dell’ingresso principale una scala conduce alla cripta o “Cappella delle Reliquie”. Ad un’unica navata a croce latina ricorda negli ornamenti e nei simboli le catacombe cristiane. Qui è conservata in una teca la reliquia del legno della Santa Croce.

Accanto al Santuario è possibile visitare la Cappella Pinardi, prima dimora dell’oratorio di Don Bosco, la chiesa di S. Francesco di Sales e l’edificio delle camerette di Don Bosco.
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