Tra le giovani coppie cinesi si sta affermando la moda di sposarsi in costume da Guardie Rosse della Rivoluzione Culturale. Lo scrive il quotidiano South China Morning Post di Hong Kong, secondo il quale “la nostalgia della Rivoluzione Culturale esplode in Cina, mentre l’ argomento é ancora tabù”.

“E’ per avere delle foto diverse da quelle di altri matrimoni”, ha spiegato al giornale Sun Fengqing, 24 anni, impiegata ad Hangzhou in agenzia pubblicitaria, che si sposerà con la giacca verde “alla Mao Zedong” e il cappelletto con la stella rossa. Il promesso sposo, il ballerino di 26 anni Xu Shuo, è d’ accordo, ha assicurato la giovane donna al giornale.

La Rivoluzione Culturale (1966-1976) fu in realtà una spietata guerra civile tra diverse fazioni comuniste nella quale, sempre secondo il South China Morning Post, “il numero delle persone che furono uccise, che morirono di fame, che furono indotte al suicidio o che morirono in circostanze collegate alle persecuzioni politiche è variamente stimato tra alcune decine di migliaia ed un milione”. L’ ideatore del “matrimonio da Guardia Rossa”, Zou Sigen del Channel Photo Studio n.9 di Hangzhou, afferma che ogni settimana due o tre coppie usano i costumi per le loro foto di nozze. “Oggi la gente ha una mentalità più aperta – ha dichiarato – è più incline a cambiare (abitudini ndr)”. Le foto con le divise delle Guardie Rosse, aggiunge Zou, costano duemila yuan (duecento euro), cioé come un normale ritratto degli sposi.
Fonte:http://www.ansa.it