viaggi-di-nozze.jpgFabrizio e Katia si sono sposati a Las Vegas nella piccola cappella bianca dell’amore, con fedi nuziali da un dollaro comprate alle bancarelle. Lo hanno fatto per “divertirsi” e su internet raccontano che sposarsi a Las Vegas è un “gioco da ragazzi”, senza conseguenze legali nel nostro Paese. Luna, invece, ha il problema opposto. Si è sposata a Las Vegas, ma non ha mai fatto trascrivere l’atto di matrimonio in Italia. Dopo cinque anni, il marito è morto e gli eredi disconoscono il valore legale di quell’unione, mentre lei vorrebbe vederlo riconosciuto ma non sa come fare. Anche Davide si è sposato per “scherzo” all’estero, ma dopo soltanto due mesi si è separato, questa volta “per davvero”, con tanto di avvocati e carte bollate.
Per non parlare dei tanti bigami inconsapevoli di cui – stando al parere degli esperti – sarebbe pieno il nostro Paese. Sì, perché la moda dei matrimoni esotici, un tempo vezzo esclusivo della middle-upper class americana, sta prendendo campo anche in Italia, dove ci sono già le prime agenzie di viaggio specializzate in cerimonie oltre confine.
C’è chi propone pacchetti low cost per risparmiare sui costi della cerimonia in Italia e chi, invece, offre “matrimoni senza effetti legali”, celebrati – sembrerebbe – solo per divertimento. Ma attenzione: prima di improvvisare nozze oltre confine è necessario informarsi bene sulla legge del luogo e sulle possibili conseguenze di una “goliardata” fatta in un eccesso di euforia. E’ bene sapere, infatti, che i giudici italiani non credono alla teoria del “gioco”: se sussistono i requisiti previsti dalle norme del diritto internazionale, il matrimonio sarà valido a tutti gli effetti anche da noi. In caso di accertata bigamia, le pene possono arrivare fino a cinque anni di reclusione.

Gli effetti legali
La collocazione extranazionale del luogo della celebrazione delle nozze non “salva” gli sposi dagli effetti legali dell’unione. Secondo il diritto privato internazionale, il matrimonio contratto all’estero è valido, quanto alla forma, purché sia considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale dei coniugi o di almeno uno dei due, al momento della celebrazione.
Se il matrimonio non è contrario all’ordine pubblico, potrà successivamente essere trascritto in Italia, anche su istanza di uno soltanto dei coniugi. In genere, poi, anche l’assenza delle pubblicazioni non costituisce un elemento per invalidare un matrimonio regolarmente contratto all’estero.
Da sapere
Al di là della voglia di stupire a tutti i costi, quello che occorre sapere è che se entrambi i coniugi sono in possesso della capacità matrimoniale e delle altre condizioni per sposarsi secondo la legge nazionale di ciascun coniuge al momento del matrimonio, la celebrazione ha piena validità anche in Italia.
Sarà cura degli interessati trasmettere copia dell’atto di matrimonio al consolato o all’ambasciata italiana. Se il matrimonio è valido secondo la legge del luogo di celebrazione, l’atto sarà inoltrato per la trascrizione all’ufficiale di Stato civile del Comune competente, in genere quello di residenza degli sposi.
Quanto al regime patrimoniale dei coniugi, le modalità per effettuare la scelta tra comunione o separazione dei beni dipendono dalla normativa in vigore nello Stato che si sceglie per la celebrazione delle nozze. In molti Stati, come negli Usa, se si vuole scegliere il regime di separazione, occorre recarsi da un notaio, per effettuare pubblicamente la formalizzazione dell’accordo, che poi avrà valore anche in Italia. Ma è possibile anche stipulare una convenzione tra i coniugi davanti all’autorità consolare o ad un pubblico ufficiale autorizzato dall’ordinamento locale (ma anche davanti ad un notaio italiano), con la quale si potrà stabilire che i rapporti patrimoniali sono regolati dalla legge dello stato di cui uno dei coniugi è cittadino o nel quale almeno uno di essi risiede.

Il business on line
E su internet c’è già chi ne ha fatto un business. Come i tour operator che in tempi di crisi si inventano un ventaglio di proposte low cost per matrimoni oltre confine. Secondo gli organizzatori, in questo modo si risparmierebbe sui costi del banchetto, degli abiti e degli addobbi nuziali. Il riconoscimento in Italia sarebbe garantito, salvo eccezioni. Le mete più esotiche, secondo i tour operator low cost, non garantirebbero in tutti i casi la validità del matrimonio al rientro nel nostro Paese. Ci sarebbero, infatti, cerimonie “non legali” e altre invece pienamente riconosciute. Anche in questi casi occorre fare attenzione e informarsi bene prima di improvvisare nozze oltre confine. L’equivoco è dietro l’angolo.

Le cerimonie
Oltre al matrimonio a Las Vegas con abiti da rock star (ogni anno in città si celebrano oltre 144.000 matrimoni civili), c’è chi sceglie la cerimonia nella cappella di ghiaccio a Jukkasjarvi in Svezia in cui la sposa arriva a bordo di una slitta trainata dalle renne. Più romantico il matrimonio in barca a vela a Los Roques o in una capanna in Kenya, circondati dagli animali della savana. Per i più sportivi, alle Bahamas, c’è anche chi organizza un matrimonio subacqueo, con possibilità di immersione anche per gli invitati, che altrimenti possono aspettare in superficie su barche piene di riso, tulle e fiori. Ma secondo i tour operator specializzati in matrimoni oltre confine, le destinazioni preferite dagli sposi italiani sarebbero il Messico, la Jamaica, le Mauritius le Seychelles e le isole Fiji. In genere ci si sposa all’estero per risparmiare sui costi della cerimonia, ma c’è anche chi continua a farlo per curiosità o divertimento.

Il parere degli esperti
“Un tipico esempio di matrimonio all’estero è quello contratto a Las Vegas – spiega l’avvocato Matteo Santini, esperto in pratiche internazionali – è importante sapere tuttavia che anche questo tipo di matrimonio, se contratto validamente secondo la legge del Nevada, ha piena efficacia anche in Italia, anche se non si è provveduto alla trascrizione, sempre possibile a mezzo del consolato italiano. Per la trascrizione, poi, è prevista una procedura particolare, cosiddetta apostille”. Ma per gli sposi oltre confine non mancano le incertezze giuridiche. In caso di matrimonio contratto davanti ad un’autorità straniera, i nubendi potrebbero trovarsi in una situazione di vera e propria incertezza del diritto, nel senso di una scarsa conoscenza dello stesso – spiega l’avvocato Gianluca Benedetti, esperto di diritto matrimoniale internazionale – con conseguenze eventualmente gravi sia per quello che concerne quanto è previsto dal diritto del luogo, sia per quanto riguarda la trascrivibilità stessa del matrimonio. L’estrema varietà degli ordinamenti interessati, spesso di paesi esotici e non di rado poco avanzati dal punto di vista giuridico, impone di per sé la massima cautela, specie se consideriamo che l’art. 18 del d.p.r. 3.11.2000, n. 396 prevede espressamente che la contrarietà dell’atto formato all’estero al nostro ordine pubblico (si noti che questa locuzione attiene ad un ventaglio alquanto ampio di ipotesi) ne comporta l’intrascrivibilità”.
A scegliere questo tipo si matrimonio, sempre secondo gli esperti, sarebbero soprattutto i giovani, con un reddito medio alto e in possesso di un diploma di laurea. Anche se il matrimonio tradizionale resterebbe sempre la soluzione preferita dalle coppie italiane. Con buona pace dei figuranti del Nevada e dei ballerini di Tahiti.

Quanto si risparmia sposandosi all’estero?

Secondo l’ultima ricerca di Federconsumatori, per un matrimonio tradizionale, con circa cento invitati, comprensivo di foto, musica, fedi, auto, abiti, allestimenti floreali, ricevimento e viaggio di nozze in Italia si spendono da 31.720 euro a 50.840 euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno scorso.
Per sposarsi all’estero, stando ai dati pubblicizzati dalle agenzie, basterebbero circa 2.500 euro per una settimana in un’ isola esotica, con cerimonia sulla spiaggia, cena per gli sposi e torta nuziale. Se poi gli sposi vogliono offrire viaggio e soggiorno anche ai genitori e ai testimoni, la spesa non supera in media i 15.000 euro.
Un esempio concreto? Elaine si è sposata l’annio scorso a Milano, in Comune con 40 invitati: ha speso in totale 11mila euro. Dopo pochi mesi ha rifatto la cerimonia in Brasile con 150 invitati e se l’è cavata con 2.700 euro.

Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/matrimonio-estero_2.shtml