vestito_sposa.jpegDoveva essere un giorno indimenticabile e così è stato, anche se non proprio come se l’era immaginato. Davanti agli occhi increduli del fotografo e di parenti e amici, una sposa 37enne reggiana è rimasta in topless dopo che il corpetto del suo abito è “esploso” improvvisamente mentre posava per le foto ricordo. Sul banco degli imputati è finita la cerniera del vestito. Ora l’atelier dovrà rispondere a una richiesta danni di 20mila euro.

Tutto è successo appena dopo i saluti di rito sul sagrato, in Liguria, mentre era col marito su una meravigliosa terrazza vista mare. Dietro di loro un panorama mozzafiato, da sogno. Davanti invece il fotografo e tutti gli invitati, muniti di fotocamere digitali per immortalare il grande momento. Qualche battuta, un sorriso, un rumore sordo e poi un click dietro l’altro. Il corpetto dell’abito da sposa esplode letteralmente, lasciando la 37enne raggiante a seno nudo davanti a tutti.

Dopo qualche attimo di imbarazzo, lo shock del momento si trasforma presto in rabbia. Su tutte le furie, sudata e spettinata, la sposa non si dà pace e non riesce a credere a quanto le è accaduto. Prima ripara l’abito con alcune spille da baglia, poi promette vendetta, assicurando a tutti di voler rivalersi su chi le ha confezionato il vestito. Detto, fatto, con atnto di richiesta danni.

“La mattina successiva al matrimonio sono andata al negozio e mi sono fatta sentire: all’inizio sono stati gentili e abbiamo rimandato tutto al rientro dal viaggio di nozze. Ma quando sono tornata la musica era già cambiata. Davanti alla mia richiesta di un risarcimento sui 20mila euro, per tutta risposta mi è arrivata una lettera dal loro legale. A questo punto ci ritroveremo in tribunale”, ha raccontato la donna a “La Gazzetta di Reggio”.

La delusione del resto è stata grande. “Avevo tante aspettative, avevo curato l’ambientazione, volevo far star bene anche i nostri ospiti. Invece è stato tutto un contrattempo. Sono molto delusa – ha spiegato la 37enne -. Subito i fotografi mi hanno dato una grossa mano, ma le spille da balia trovate in fretta e furia erano troppo piccole e non bloccavano il corpetto. Anche la cucitura fatta in hotel non ha retto se non per pochi attimi. A quel punto ho tagliato con le forbici il coprispalle in tulle e con quello ho coperto il fianco, tanto per provare a fare qualche foto. Ma si immagini lei come possono essere venute…”

L’avvocato: “Quell’abito è durato solo un’ora!”
Dopo l’amarezza del momento, tra l’atelier e la sposa tira aria di battaglia legale. “La sposa ha subìto un rilevante danno patrimoniale-morale-esistenziale del quale si chiederà integrale risarcimento (20mila euro, ndr) in un’azione civile che stiamo già predisponendo e sarà avviata al più presto”, ha spiegato l’avvocatessa Francesca Preite che tutela la professionista rimasta a seno nudo davanti ai suoi invitati. “La domanda sarà fondata sulla responsabilità contrattuale per vizi occulti dell’abito venduto – ha poi aggiunto -. Ma è pur vero che, da un abito da sposa, ci si aspetta che duri almeno un giorno, se non una vita. Questo è durato un’ora sola! Proprio una delle ore più importanti della vita di questa donna che, come tutte, aveva immaginato diversamente questo momento”.
Fonte:tgcom.it