matrimoniogreco.jpgLa trentenne Toula Portokalos (Nia Vardalos), single, piuttosto bruttina e senza la minima speranza di trovare qualcuno che la sposi, trascorre le sue giornate a lavorare nel ristorante greco di proprietà dei genitori. Toula, stanca della sua vita piatta e noiosa, decide di rinnovare il proprio look e di abbandonare il lavoro attuale per uno più entusiasmante, nonostante il padre Gus (Michael Constantine), possessivo e molto all’antica, non sia d’accordo. A darle una mano sarà la frizzante quanto eccentrica zia, che le darà la possibilità di lavorare nella sua agenzia di viaggi e di staccarsi dall’onnipresente famiglia. Le cose sembrano andare per il meglio alla simpatica e buffa Toula, finché non si innamora del bel professore Ian (John Corbett), che però ha due grossi difetti: non è Greco e per di più è vegetariano! La povera donna dovrà affrontare i genitori contrari alla sua relazione con questo “straniero” e la sua cultura di appartenenza, sempre in nome dell’amore… e delle risate!

Costato solo 5 milioni di dollari (uscito nelle sale americane ad Aprile), “Il mio grosso grasso matrimonio greco” è riuscito a guadagnare la bella somma di oltre 200 milioni di dollari, diventando uno dei successi più grandi degli ultimi tempi. Non mi meraviglia affatto, poiché il film funziona bene, diverte e commuove allo stesso tempo e, cosa fondamentale, ha dei personaggi credibili in cui è molto facile riconoscersi.

Laine Kazan e Michael ConstantineNia Vardalos, autrice della sceneggiatura (tratta da un suo monologo teatrale) è brava nel rendere la “crisi esistenziale” che prende a Toula quando perde la testa per Ian: da una parte il cuore, dall’altra la famiglia saldamente fedele alla cultura e alle tradizioni Greche. Per quanto riguarda la sceneggiatura, il talento della Vardalos sta nell’aver reso convincenti i vari personaggi secondari (genitori, zii, cugini, amici) e nell’aver saputo usare le battute e le gag nei momenti giusti. Il tutto gira intorno al “matrimonio greco” ed è molto divertente vedere come questa famiglia numerosa e bizzarra organizza il tutto! Toula vive una favola e la fatina in questo caso è la zia che le offre lavoro. Anche per la Vardalos il suo esordio cinematografico è stato come vivere in una favola, ma in questo caso le fatine sono state due: Tom Hanks e la consorte di origine greche Rita Wilson, che hanno prodotto il film. Beata la Vardalos…

Nia Vardalos e Laine KazanIl film è colmo di stereotipi sui greci, su quanto siano caotici, su quanto siano legati alla famiglia e così via, ma gli stereotipi, se usati adeguatamente, fanno ridere e non rendono la storia piatta o pesante, e la Vardalos sembra essersi resa conto di ciò.
Ottima la scelta di John Corbett (visto nel telefilm “Sex in the city”) nei panni di Ian; non è bello come un Brad Pitt o un Tom Cruise, ma è estremamente affascinante e allo stesso tempo semplice. Ed è proprio la semplicità il punto forte della storia: un bel ragazzo si innamora pazzamente di una ragazza non eccessivamente affascinante e neanche poi così carina, e con lei affronta tutte le avversità che derivano dal suo non-essere greco. Con la Vardalos all’inizio bruttina e poi in un secondo tempo più graziosa, si esce dai canoni della bellezza perfetta da fotomodella di solito proposta nei film sentimentali (Paltrow, Lopez, Roberts, tanto per citarne alcune). E’ il caso di dire che “Il mio grosso grasso matrimonio” rappresenta la rivincita di tutte le ragazze con qualche difettuccio! Ed era ora!
Fonte:www.cinefile.biz/m-greco.htm