abitosposa.jpgIl velo, una nuvola di leggerezza

Spesso si parte dal velo per arrivare alla definizione dell’abito: è questo il caso di chi ne possiede uno di famiglia, indossato in passato dalla mamma e dalla nonna. In questo caso è molto importante scegliere per l’abito un tessuto che sia nella stessa nuance di colore del velo, in modo che non sembrino troppo diversi. Se non possiedi un velo di famiglia, nessun problema: tutti gli atelier ne offrono una vasta scelta, coordinati agli abiti oppure da creare su misura.

La lunghezza va valutata con attenzione, in relazione alla tua altezza, al modello di abito (in genere, se è essenziale e scivolato si abbina a un velo di pizzo o ricamato, viceversa se è molto ampio e lavorato, il velo può essere a più strati di tulle), al tipo di cerimonia, alla stagione e all’orario: il velo da cattedrale, lungo tre metri e più, sostenuto dalle damigelle, è perfetto per una cerimonia importante e solenne; il velo a voliera, che scende anche sul volto della sposa, deve essere alzato dal futuro marito davanti all’altare; il velo corto, appoggiato sulle spalle, è destinato a una sposa giovane e sbarazzina; il velo allacciato ai polsi, avvolgente come un abbraccio, è indicato per un abito scollato perché si trasforma in un coprispalle; il velo a scialle, che accarezza appena le spalle, coprendole se l’abito è molto scollato, per poi ricadere più lungo sulla schiena, regala un’aria sofisticata; il velo a cascata, trattenuto sulla sommità dello chignon e poi lasciato scendere con un effetto “a piramide”, è l’emblema di un’eleganza classica.

Se ti sposi in comune dovrai rinunciare al velo, ma avrai la possibilità di sostituirlo con un’acconciatura elaborata. Un suggerimento arriva dagli stilisti che, dalle passerelle del prêt-à-porter, hanno decretato il grande ritorno del cerchietto: con gli Swarovski, con piccoli fiori di tessuto, con micro fiocchi di velluto, persino in argento può diventare il protagonista di un look sofisticato, regale o sbarazzino.

La lingerie, invisibile sotto e sopra

A fior di pelle, sensuale e soprattutto invisibile! Slip e reggiseno devono essere senza cuciture, in microfibra o in un tessuto antipiega, comunque garantire il massimo comfort per l’intera giornata. Se l’abito ha una scollatura omerale, a taglio, a barchetta o all’americana, il reggiseno deve essere a fascia, in modo che non si vedano le spalline, e deve avere coppe ben disegnate, dall’aderenza perfetta.

Se fianchi e addome hanno qualche chilo di troppo e l’abito non è leggerissimo, puoi indossare un body contenitivo, facendo attenzione che non abbia cuciture troppo evidenti, meglio ancora se senza. Se invece l’abito è molto aderente e le tue forme sono perfette, scegli un perizoma semplice ed essenziale, senza pizzi o ricami, così la tua silhouette risulterà ben disegnata. In alternativa al bianco, via libera al nudo e al biscotto, che si confondono con il colore della pelle rendendo la lingerie davvero invisibile. Ricordati di fare almeno una prova dell’abito con l’abbigliamento che hai deciso di indossare, in modo da non avere brutte sorprese il giorno del matrimonio!

Le scarpe, il piacere del colore

Anche se molti atelier offrono una vasta scelta di calzature, spesso vanno realizzate su misura, quindi bisogna organizzarsi con un certo anticipo, in modo da averle pronte per l’ultima prova. In questo caso, è meglio avere sempre con sé un pezzettino di tessuto dell’abito per confrontarlo con la pelle o con un particolare tessuto per calzature. In linea di massima, i modelli preferiti sono le classiche décolleté, le bebè, le ballerine con un po’ di tacco o le charleston, anche perché a fare la differenza e a renderle al passo con la moda sono i tacchi – a spillo, a rocchetto, a stiletto – oppure le punte – affusolate, quadrate, tonde.

Il colore, rappresenta quella nota glamour che la sposa più sensibile alle influenze della moda non si lascerà scappare: perché al bianco, difficilmente uguale a quello dell’abito, si possono opporre tutti i colori pastello, ma anche un bel tono di fucsia, di verde, di azzurro, in sintonia con gli altri accessori. Anche per i materiali, nessuna costrizione e tanta libertà di scelta: dalla pelle al camoscio e alla vernice fino al velluto, al raso, allo shantung, l’importante è che vengano rispettate le regole imposte dalla stagione. Per l’estate, sono ammessi i sandali, meglio se impreziositi da perline, jais, pietruzze, paillette, nastri, fiori di tessuto, da portare senza calze, anche se ci si sposa in città e il tono della cerimonia è informale.

La borsa, un vezzo tutto femminile

Solo di recente, e grazie alle tendenze dettate dalla moda, la borsa è entrata nel guardaroba della sposa, ma a patto che sia adeguata al modello dell’abito e coordinata alle scarpe: sconsigliata con un abito ampio e ricco, può diventare un complemento vezzoso con un tubino da sera, sempre che sia piccola, anzi piccolissima, da portare con disinvoltura al polso, realizzata nel tessuto dell’abito oppure completamente diversa, in pelle o in camoscio pastello, decorata da cristalli e perline, ricamata in oro e argento, in tulle trasparente. Dentro, il minimo indispensabile: un fazzolettino di pizzo o di lino ricamato e il rossetto!

I guanti, ritorno all’eleganza

Non sono obbligatori, ma rappresentano una scelta di stile, soprattutto quando il matrimonio assume un tono importante. Vanno abbinati all’abito per colore e possono essere in pizzo o in tulle per la sposa di primavera, in morbida pelle, in leggero camoscio o in raso pesante per la sposa d’inverno. Se gli altri accessori o i dettagli dell’abito sono colorati, anche i guanti possono intonarsi alla stessa palette di sfumature. Ed è sempre seguendo il modello dell’abito che si definisce la lunghezza: al polso, se le maniche sono lunghe, al gomito se è sbracciato o con le maniche corte. Una volta entrata in chiesa o in municipio, ricordati di toglierli e di appoggiarli sull’inginocchiatoio, per poi indossarli di nuovo all’uscita.

Fonte: http://www.donnamoderna.com