diamantep.jpgLa sposa, nel giorno del suo matrimonio, deve splendere di ‘luce propria’ con naturalezza e semplicità. Vietati i gioielli inutili e vistosi.
Per citare Shakespeare “è un ridicolo eccesso dorare l’oro, dipingere il giglio, aggiungere profumo alla violetta…” ossia rendere ancora più bello ciò che è già perfetto di suo.
Come una sposa, a cui, infatti, le regole dell’etichetta consigliano di evitare monili superflui o, peggio ancora, troppo vistosi, a favore, magari di nastrini in tinta con l’abito o piccoli, delicati fiori di tessuto.In ogni caso, è assolutamente vietato indossare l’orologio.
Mentre per girocollo e orecchini non esistono particolari restrizioni se non quelle dettate dal buon gusto di preferire gioielli discreti come un filo di perle o una sottilissima collana in oro bianco e orecchini, non pendenti, che si abbinino con grazia al girocollo, per quanto riguarda gli anelli, oltre alla fede nuziale, esisteva un tempo per la sposa un’unica eccezione, datale dalla possibilità di esibire al proprio anulare un antico anello appartenuto alla famiglia dello sposo.

Anello che la suocera aveva avuto premura di donarle qualche giorno prima delle nozze.
Ma i tempi sono cambiati e, ormai quasi del tutto scomparsi i gioielli di famiglia tramandati di generazione in generazione, torna in auge il fatidico anello di fidanzamento che la sposa può scegliere di indossare anche nel giorno del sì, rendendo così ancora più importante la scelta fatta dallo sposo.

Se il modello può variare dal tradizionale solitario alla più moderna veretta di brillanti, come scegliere la pietra giusta? Bisogna rispettare la tradizione.
Dietro ogni pietra preziosa si nasconde, infatti, una precisa simbologia tramandataci dalla notte dei tempi.
Vediamone insieme qualcuna:
– lo smeraldo è simbolo di castità e fermezza d’animo
– lo zaffiro è simbolo di purezza e forza luminosa
– il rubino è simbolo di passione e coraggio (come il ‘Cupidon’ di Dior, pegno d’amore donato da Nikolas Sarkozy a Carla Bruni e, recidivo, anche alla precedente moglie Cécilia)
– Il brillante è simbolo d’eternità.

Ma quale che sia l’anello di fidanzamento, una cosa è fondamentale tenere a mente: non dovrà mai essere troppo prezioso per non oscurare il signore degli anelli, la Fede, che del gran giorno deve rimanere in assoluto l’anello principale.

Fonte:http://whymoda.blogosfere.it