tagliatelle_ragu.jpgUn tempo ci si sposava solo in inverno: durante il resto dell’anno tutti erano tropo occupati a portare avanti i lavori agricoli. Così ha origine il tradizionale matrimonio contadino, una pratica diffusa tra i primi del Novecento fino agli anni Cinquanta.
Ogni anno a Castelrotto è rievocato questo pezzo di storia locale, in un suggestivo evento commemorativo in cui tutti si vestono con gli abiti utilizzati all’epoca: la sposa indossa un cappello color verde prato e lo sposo mostra un garofano che supera per dimensioni quello di tutti gli uomini invitati alla celebrazione. L’addetto alla cerimonia è identificato da un voluminoso cappello arricchito da piume di struzzo bianche e nere. Anche le donne più anziane si riconoscono dal copricapo: queste indossano un ‘turmkappe’, un cappello di spessa lana a forma di cono, mentre le donne nubili ne hanno uno luccicante di lustrini e foglie dorate. Le sposate invece si acconciano con una treccia raccolta sul capo, a differenza di quelle senza marito che la legano alla sommità della testa. Gli invitati, soprannominati ‘marenner’, sono parte integrante del festeggiamento e hanno un ruolo fondamentale per l’esito del matrimonio. Essi devono infatti partecipare attivamente alla consumazione del banchetto nuziale, composto da minimo 15 portate di ricette tirolesi. Anche gli animali che partecipano all’evento sono agghindati per la festa con coccarde, campanellini e hanno la criniera appositamente pettinata con trecce particolari. La scenografia offerta da questi animali è fondamentale per il matrimonio contadino: il momento più spettacolare e coreografico è infatti il corteo durante il quale i cavalli trainano una ventina di slitte sui campi innevati.
La cerimonia vera e propria inizia alle prime luci dell’alba, momento in cui si raccolgono solo i genitori e i testimoni. I mangiamerenda (così sono chiamati gli altri invitati) arrivano invece più tardi, tentando di ostacolare il tragitto degli sposi (Zaunmachen) con grossi tronchi d’albero oppure mettendo in scena particolari “piccanti” sul passato degli sposi (Maskerade). Poi è la volta dell’ammonimento alla sposa: una filastrocca tradizionale recita i nuovi doveri della moglie, come quello di assistere il marito se alza il gomito, gestire le spese familiari e portargli le pantofole. Infine, anche la tradizionale danza propiziatoria della fertilità, con tanto di torta piena di bambolotti rientra in questo ironico cerimoniale, fino al momento più solenne: scampanellii e banda musicale tirolese accompagnano gli sposi alla chiesa per la foto di rito sul sagrato.

A partire dalle 14,00 di domenica 11 Gennaio 2009 il lungo corteo in costume si dirige dalla frazione di S. Valentino alla piazza centrale di Castelrotto. Alle ore 15,00 dopo l’arrivo della sfilata, si terrà il concerto della banda musicale di Castelrotto e saranno presentati i nomi e i significati dei costumi tradizionali. La giornata termina con la cena presso il ristornate tradizionale “Alla Torre” a partire dalle ore 17,00. Dal 8 al 18 Gennaio 2009, in occasione del matrimonio contadino, si svolgono i “Banchetti nuziali di Castelrotto”: I ristoranti di Castelrotto presentano i piatti tradizionali del matrimonio contadino, sia a pranzo che a cena. Tra le specialità: sella di camoscio marinato, pasta contadina con ragù di selvaggina, frattaglie di vitello con canederli, nodino di cervo alle erbe, formaggio grigio con cipolla, pane dolce nuziale, “krapfen” al papavero.

L’Hotel Wellness Schgaguler, collocato proprio a Castelrotto, in occasione del matrimonio contadino, offre soggiorni rilassanti e rigeneranti nell’Altopiano dello Sciliar. Il suo centro benessere permette una vasta offerta di trattamenti bellezza e rappresenta un oasi di benessere tra le Alpi. Nel reparto wellness, sviluppato su una superficie di ben 1400 mq. è possibile usufruire gratuitamente di piscina coperta panoramica, vasca con lettini massaggio, reparto sauna, bagno a vapore, vasche Kneipp, docce aromatiche, pioggia tropicale, grotta dell’acqua gelata. Ricca anche la proposta di trattamenti estetici e terapeutici con ingredienti tipici dell’Alto Adige che l’Alpe di Siusi fornisce naturalmente. Una beauty farm, inoltre, che nell’essenzialità dello stile, nella nitidezza dei colori e nella composizione della forme trova il modo di comunicare sensazioni di intensa leggerezza capaci di diffondere uno stato di benessere e rilassamento davvero totali.

Fonte: http://viaggiando.blogosfere.it