Si dice che il matrimonio sia la tomba dell’amore e della passione. L’abitudine e il fatto di crogiolarsi nella tranquilla certezza di un rapporto sicuro sono, secondo molte persone, il killer della fantasia e della vitalità della coppia. Eppure le cose non stanno così. Un sondaggio rivela che è proprio il legame stabile e duraturo a generare l’armonia e l’intesa necessari ad alimentare la passione. Tanto che proprio all’interno del vincolo matrimoniale, o di una unione di fatto stabile e consolidata, moltissime donne hanno scoperto le vere gioie del sesso.


Insomma, sarà in parte colpa, o merito, della crisi che spinge a cercare rifugio negli affetti più solidi e duraturi, sarà il bisogno di un ambito da cui attingere intimità e certezze, ma in ogni caso è la coppia “coniugale” il luogo in cui l’eros raggiunge la sua massima soddisfazione. Lo rivela un sondaggio condotto dall’associazione Donne e Qualità della Vita, su un campione di 1200 donne italiane di età compresa tra i 18 e i 45 anni, sposate o conviventi. L’indagine rivela un dato del tutto inatteso: l’80% del campione ha dichiarato di aver sperimentato un sensibile miglioramento della propria vita sessuale dopo il matrimonio, o con l’inizio della convivenza. In particolare la migliore qualità della vita sessuale è stata messa in relazione con una maggiore complicità e con l’intesa costruita nel corso del tempo, oltre che con un miglior dialogo con il partner.

Anche le risposte legate ai rapporti a lungo termine e alla vita di coppia hanno riservato qualche sorpresa: ben il 63% delle intervistate che non disdegnava la promiscuità sessuale prima del fatidico “sì” si dichiara totalmente a favore della massima lealtà e fedeltà nei confronti del marito/compagno e considera questi elementi come indispensabili. Archiviato il periodo della sperimentazione, la scoperta del vero piacere amoroso si colloca nell’ambito di un’unione stabile. Anche se i dati Istat confermano che il numero dei matrimoni celebrati in Italia dai primi anni Settanta a oggi è in caduta libera, con una riduzione da circa 420.000 celebrati nel 1972 ai 246.613 del 2008, a favore delle unioni di fatto, dal sondaggio emerge inequivocabilmente che è la stabilità a dare linfa vitale e soddisfazione all’eros.


Quasi la metà delle ragazze intervistate, per la precisione il 48% del campione,  il matrimonio e i figli sono un traguardo importante da raggiungere nella vita e solo il 23% considera il divorzio una via d’uscita nel caso in cui il rapporto vada male. Insomma, anche se ci si sposa di meno e si arriva all’altare più tardi rispetto al passato (l’età media è intorno ai 33 anni per gli uomini e ai 30 per le donne), è proprio l’unione coniugale o comunque la convivenza a regalare i momenti di vera e duratura passione alle italiane.

Secondo i dati raccolti dal sondaggio comunque, sembra che le giovani donne italiane non si neghino niente, almeno fino alla solenne promessa o all’impegno stabile. Cambi di partner, incontri fugaci, rapporti usa e getta: la Gran Bretagna, fino a qualche anno fa capitale incontrastata del sesso occasionale nel mondo occidentale ha ceduto la palma alle nostre connazionali, le quali non esitano ad ammettere l’abitudine a comportamenti a dir poco disinibiti nell’approccio con l’altro sesso. Solo il 3% delle ragazze intervistate ha affermato di voler arrivare illibata al matrimonio, mentre ben il 56% del campione dichiara di aver avuto le prime esperienze sessuali intorno ai 15/16 anni. Il 32% delle donne che hanno partecipato al sondaggio ha ammesso di essere stata infedele, mentre solo una su quattro ritiene di essere stata tradita dal proprio boyfriend. Il 18% delle intervistate ha dichiarato di non essere stata innamorata del primo partner con cui ha fatto sesso e solo una su tre crede che sia indispensabile provare coinvolgimento sentimentale verso l’uomo per fare sesso con lui. Sette su dieci hanno poi ammesso di aver avuto incontri di una sola notte almeno una volta nella vita e due su dieci.

Fonte:tgcom.it