Stefano e Laura salgono nella saletta che il Comune di Urbino mette a disposizione per celebrare i matrimoni. Ad aspettarli c’è Marco, il quale – con fascia tricolore sul petto e un certo sorriso imbarazzato – dà il benvenuto a tutti e comincia a parlare di diritti e doveri coniugali. I nomi non sono di fantasia, e Marco non è sindaco né assessore: è un amico, semplice cittadino, delegato a celebrare. Perché chiunque può essere investito del delicato compito, e sempre più spesso accade: i matrimoni civili sono in costante aumento (rappresentano il 35% di tutte le unioni, +50% negli ultimi 15 anni) mentre le giunte comunali si striminziscono, e gli assessori scarseggiano. Così nuove scene da un matrimonio – civile – si profilano all’orizzonte.

Celebra la zia (ma prima c’è il corso prematrimoniale)
Già farsi sposare dalla zia o dall’amico rende assai più familiare l’evento, ma non ci si ferma certo qui. “Io propongo l’arpa celtica: crea intimità in un ambiente magari un po’ spoglio. Così gli sposi vivono a pieno l’emozione, anche nel ricordo” dice la musicista Chiara Visentini. Che spiega: “Al principio suonavo in chiesa, poi mi sono resa conto che chi è alle seconde nozze, o non è credente, gode di minori attenzioni. Ma perché il matrimonio civile dev’essere meno bello di quello davanti al sacerdote?”.

In effetti il rito non religioso è ancora tutto da inventare. Molti comuni, come Lecce o Bologna, offrono ai nubendi un vero corso prematrimoniale. Poi, per il gran giorno, c’è chi allestisce un sistema stereo e una selezione di brani a tema, chi offre omaggi agli sposi, e niente impedisce di aggiungere alla canonica lettura degli articoli del codice civile qualche poesia, una lettera di mamma e papà, una canzoncina dei bimbi che (spesso) hanno già unito la coppia nella vita prematrimoniale. Commozione assicurata.

Dalla chiesa sconsacrata al foyer di un teatro
Alcuni ufficiali comunali fanno resistenza e predicano rapidità, ma i sindaci sanno che far pagare una tassa per l’utilizzo della sala comunale, e agevolare gli effetti di contorno, conviene parecchio. Da Milano a Firenze, da Roma a Venezia, il sistema è già oliato, ora è la volta dell’Italia minore: tra castelli e masserie, ville e casali, possiamo diventare la nuova Las Vegas della vecchia Europa? La Regione Piemonte ha lanciato un “Progetto Wedding” per promuovere i piccoli borghi come location ideali. Infatti sul lago d’Orta si offre il pacchetto completo: cerimonia in giardino, fiori, foto e babysitting. Volete di più? Un anno fa il sindaco di Vendrogno, vicino Lecco, s’è vestito da quacchero per soddisfare due sposini milanesi desiderosi di convolare a nozze in abiti del 1600. E il Castello di Bardi, vicino a Parma, propone il matrimonio medievale: lei principessa, lui cavaliere, poi un bel banchetto – senza posate, si presume. Per il resto, fantasia al potere: dal foyer di un teatro al cortile di una fattoria, ci si inventa di tutto. Sul forum “le civiline” si consiglia vivamente la chiesa sconsacrata (come il complesso Vignola Mattei a Roma) o una sonora marcia rock vibrata dalla chitarra elettrica.

Come Ridge e Brooke (aspettando Star Trek)
Se si vuole proprio esagerare, tocca andare dall’altra parte del mondo per vivere uno di quei momenti che non si scordano più: la spiaggia, l’arco di fiori tropicali, lui (o lei) che arriva a cavallo. Conferma Daniela Lani, wedding planner con sede nelle Piccole Antille: “Molti desiderano evitare il classico pranzo con duecento invitati, e magari la fretta di un addetto all’anagrafe. Scelgono un luogo paradisiaco per scambiarsi le promesse, fanno una bella vacanza e poi tornano a casa per dare la notizia”. I più sportivi possono optare per un matrimonio in barca a vela, o direttamente sott’acqua, in apnea: diecimila euro tutto compreso, servizio fotografico e champagne inclusi. Quasi quasi si risparmia, perché si paga il viaggio di nozze e non tutto il resto.

Opzione marina anche in Italia, vicino a Messina: un lido privato a Letojanni e un’Ape tutta azzurra garantiscono l’effetto beach. “Ma in Sicilia non è facile innovare, le scelte sono in genere molto tradizionali”, spiega la giovane organizzatrice Rossella Lanzafame. Certo i casi più estremi arrivano da oltreoceano, dove le coppie scelgono di scambiarsi gli anelli vestiti come personaggi Disney o nel parco tematico di Star Trek. Cose che non vedremo mai in Italia? Chissà. Sul sito degli appassionati di Star Trek un certo Dalamar, che si qualifica come primo ufficiale della Lioness, confessa di aver celebrato il rito civile tra due membri del suo equipaggio. Tutto regolare, un matrimonio vero in Comune. E quando Barbaro, Cadetto del primo anno, chiede se la cerimonia s’è fatta in costume o in borghese, Dalamar risponde che avevano giacca e cravatta, ma per il futuro “nulla impedisce che lo si faccia in costume”.

Fonte:http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/matrimoni-civili/matrimoni-civili/matrimoni-civili.html?ref=hpspr1