india.jpgSalim e Anarkali

Lui, Salim, era il principe moghul destinato a regnare sull’Hindustan col nome di Jahangir; lei, Anarkali, era una cortigiana per la quale il principe si scontrò duramente col padre e sovrano Akbar. Un amore che venne sacrificato per conservare la purezza della casata Moghul. Si dice che si tratti semplicemente di un personaggio e di una storia cinematografici, resi celebri dai film bollywoodiani Anarkali e Mughal-e-Azam, ma i loro nomi sono divenuti inseparabili e paradigmatici nel comune sentire indiano.

Shah Jahan e Mumtaz

Una passione ufficiale, resa eterna dalla costruzione del più famoso monumento all’amore del mondo, il Taj Mahal, voluto e progettato dall’imperatore Shah Jahan in memoria dell’adorata regina. Pare si innamorasse di Mumtaz a prima vista e che l’avesse voluta sposare immediatamente. Quando poi anni dopo lei morì dell’ennesimo parto, secondo la leggenda il sovrano incanutì di colpo. Passò gli ultimi anni della sua vita, prigioniero del figlio al Forte Rosso di Agra, in contemplazione della tomba della sua amata.

Prithviraj e Samyukta

Una storia d’amore in puro stile Rajput, quella tra il re Prithviraj Chauhan e la principessa Samyukta, narrata dai Charans, i bardi dell’India occidentale, da secoli: il padre di lei, re Jaichand di Kannauj, era acerrimo nemico del giovane Prithviraj, ma i due rampolli reali si amavano in segreto. Il padre di Samyukta – o Sanyogita – organizzò un Swayamwar, una sorta di torneo rituale durante il quale i principi rajput si sfidavano per ottenere il favore e dunque la mano di una principessa in età da marito. Prithviraj non venne nemmeno invitato ma apparve al galoppo nel bel mezzo del Swayamwar e, afferrata al volo Samyukta, i due innamorati si dileguarono. La guerra fra i due reami si inasprì e indebolì le rispettive armate, facilitando la penetrazione dall’Afghanistan delle armate di Muhammad Ghori.

Laila e Majnu

Una tragica storia d’amore, di probabile origine mediorientale: Laila e Majnu erano amici inseparabili sin dalla prima infanzia. Una volta cresciuti vennero divisi e lui impazzì di dolore. Laila venne data in sposa contro la sua volontà a un altro e finì col suicidarsi, Manju morì sulla tomba dell’amata.

Heer e Ranjha

Un’altra tragedia, questa volta dal Punjab; i due innamorati, Heer e Ranjha, vennero separati da uno zio geloso. La ragazza venne data in sposa a un notabile e Ranjha affranto si ritirò in vita ascetica. Riusciranno a ritrovarsi anni dopo ma l’implacabile zio avvelenerà il cibo di Heer uccidendola nell’atto. Ranjha mangerà allora dallo stesso piatto, per morire a fianco dell’ eterna e irraggiungibile innamorata.

Sohni e Mahiwal

Sohni era la figlia di un vasaio e di lei si innamorò perdutamente Izzat Baig, un ricco mercante. Pur di stare vicino all’amata, il giovane si arrangiò a lavorare come servo nella casa del vasaio fino ad assumere per tutti il nome Mahiwal, guardiano dei bufali. Scoperta la liaison Sohni venne data in sposa ad un altro vasaio ma i due innamorati continuarono a vedersi: la ragazza attraversava il fiume che li separava navigando su una grossa giara di terracotta rovesciata. Ma una notte sua sorella la sostituì con una non ancora cotta, la giara si sciolse nell’acqua e Sohni affogò. Vedendola morire, anche Mahiwal si buttò in acqua affogando con lei.

Shirin e Farhad

In questa classica storia d’amore di origine persiana, Shirin era una principessa e Farhad un cittadino qualunque. Il padre di Shirin stabilì che Farhad avrebbe anche potuto sposare sua figlia ma solo se fosse riuscito a scavare un canale lungo 40 miglia tra le rocciose colline che circondavano la città. Dopo anni di durissimo lavoro, poichè Farhad non desisteva dal compiere la sua impresa, il re gli fece giungere la falsa notizia della morte dell’amata. Farhad, disperato, si tolse allora la vita e quando la ragazza scoprì il crudele inganno paterno, fece lo stesso.

Sassi e Punnun

Il principe della provincia del Sind, Punnun, si innamorò della figlia di un lavandaio e, per convincere il padre della ragazza delle sue buone intenzioni, intraprese stabilmente l’umile mestiere accanto all’uomo. Ma i fratelli del principe, contrari all’unione e indignati per il suo comportamento, lo ubriacarono con l’inganno e lo rapirono portandolo lontano. Sassi li seguì attraverso il deserto finchè potè, ma morì nell’impresa. Quando Punnun si risvegliò fuggì per ricongiungersi con la ragazza ma, solo nel deserto, vi trovò anch’egli la morte.

Dhola e Maru

Questa lunga e complicata storia d’amore è una delle pochissime provenienti dal folklore indiano che godano di un finale felice. Dhola e Maru vennero sposati da bambini ma col tempo e gli avvenimenti vennero separati e Dhola, non ricordandogli più nessuno la precocissima unione, si risposò. Maru invece restò sempre fedele al suo sposo-bambino e l’attese. Quando anni dopo Dhola ebbe modo di ricordare, cercò in tutti i modi di raggiungere la sua legittima sposa, che a sua volta stava nel frattempo attraversando le più inconsuete avventure – compresa quella di venire morsa a morte da un serpente ma essere resuscitata grazie ai poteri soprannaturali dei Sadhu – nell’attesa di ricongiungersi col marito. Alla fine riuscirono a sconfiggere tutti i loro nemici e a vivere per sempre felici e contenti.

Bajirao e Mastani

Il nobile Maratha Bajirao si innamorò della bella cortigiana Mastani, che però era musulmana. La ragazza era un’eccellente amazzone e una provetta spadaccina e accompagnò Bajirao nelle sue campagne militari. Ma il loro amore era osteggiato dalla madre del nobile e dalla prima moglie, Kashibai e le due donne cercarono quindi di mandare Mastani in esilio con ogni mezzo. Lei resistette a tutti i tentativi di allontanamento dal suo amato, compreso quello operato dalla morte: morì infatti poco dopo la scomparsa per malattia dello stesso Bajirao.

Baz Bahadur e Roopmati

Il sultano Baz Bahadur si innamorò già solo all’udire la voce di una – rivelatasi poi anche splendida – cantastorie del Malwa, Roopamati, e la sposò con rito islamico e indù per rispettarne la fede. Avendo sentito parlare della straordinaria bellezza di Roopamati il condottiero Adham Khan decise di volerla per sè e con questo fine attaccò e sconfisse il sultano. E Roopamati si avvelenò per non cedere all’usurpatore.