sposa-assuan.jpgProtagonista di questo romanzo ambientato ai primi del Novecento è la famiglia di Mazen Qupti, commerciante di spezie ed esponente di spicco della comunità copta di Assuan, un uomo onesto e saggio, al quale tutti si rivolgono “per consigli, aiuto o per dirimere le dispute”. Mazen ha una moglie devota, Iman, ed una figlia bella e intelligente, Salua.

La loro vita sembra scorrere tranquilla nella grande casa di pietra bianca circondata da piante profumate: e così sarebbe se non fosse che la maggioranza musulmana della città comincia dapprima a sospettare e poi ad accusare pubblicamente i copti di collaborazionismo con il protettorato inglese, poiché entrambi appartenenti alla religione cristiana.

La situazione precipita velocemente a causa di uno scontro tra alcuni ufficiali inglesi e un gruppo di contadini nel quale rimane ucciso per errore il capitano Rowlands. A tale scontro segue un processo sommario: quattro dei quaranta contadini arrestati vengono condannati a morte. Il ministro della Giustizia che stabilisce la sentenza è Boutros Ghali, un copto.

Questa circostanza contribuisce sempre di più ad accentuare le ostilità dei musulmani contro la minoranza copta e persino Mazen, conosciuto da tutti per la sua tolleranza, rimane vittima di alcune aggressioni. La vita della famiglia si fa sempre più difficile anche dal punto di vista economico, dato che i musulmani boicottano i negozi di Mazen.

Quando Boutros Ghali viene assassinato Mazen comprende che le sue speranze di pace sono destinate a infrangersi: è solo questione di tempo, prima che la violenza dilaghi in tutta la sua potenza distruttiva. Decide quindi di espatriare in Palestina per accellerare le pratiche matrimoniali di Salua, da tempo promessa in sposa ad un giovane di Nazareth.

Con la speranza di un futuro migliore la famiglia si imbarca sulla nave Amal.

Ma, per un crudele scherzo del destino, a Gerusalemme madre e figlia si ritrovano sole, in una terra straniera, senza il conforto e la guida di Mazen. E’ proprio a causa del dolore lacerante per la scomparsa dell’adorato padre che Salua cresce tutto in una volta: insieme alla madre si trasferisce ad Haifa, una città di mare moderna e abituata al via vai di gente di ogni religione.

Col passare degli anni Salua riesce pian piano a ritrovare la felicità: si forma una famiglia e trascorre anni sereni nella grande casa di granito rosa sul Monte Carmelo. Purtroppo anche questa breve parentesi gioiosa è destinata a chiudersi: nel 1948 infatti scoppia la guerra con Israele. Sono ancora molte le avversità che Salua dovrà affrontare, sconvolgenti le perdite che subirà, prima dell’ultima, inaspettata speranza di riscatto.

Con una scrittura che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina, Rula Jebreal intreccia sapientemente finzione narrativa e verità storica in un romanzo che tratteggia mezzo secolo di storia del Medio Oriente.

Salua è un personaggio universale, il simbolo di tutte quelle donne che si sono trovate e si trovano ancora oggi ad affrontare situazioni di guerra e a cercare di rimettere insieme i pezzi di una vita distrutta da interessi tenaci e incuranti di qualunque sofferenza umana.

Fonte: http://www.ilreporter.com/libri/2009/01/13/la-sposa-di-assuan