In Italia i matrimoni misti  fra un  musulmano e un cristiano, sono circa 3 mila l’anno, 30 mila in  dieci anni: circa il 10% di tutte le unioni fra un italiano e  uno straniero. Lo stima l’Associazione matrimonialisti italiani.
Negli ultimi dieci anni – sottolinea Gian Ettore Gassani, presidente  dell’Associazione – ci sono stati circa 300 mila matrimoni  misti, circa 28-31 mila in media ogni anno.
Nell’ultimo anno, tuttavia, questi matrimoni sono in calo,  circa 4-5 mila mila, attestandosi intorno ai 24 mila.
Di tutti i matrimoni misti, il 10% riguardano un uomo anziano  e una giovane donna straniera, molte sono colf o badanti; alcune  conosciute su Internet attraverso agenzie matrimoniali  internazionali.
Nel matrimonio misto prevalgono (3 su 4) i casi di sposo  italiano e sposa straniera.
Gli italiani scelgono per lo più  filippine, romene, peruviane, albanesi.
Le donne italiane, al contrario,  scelgono di più senegalesi, tunisini e marocchini.
Gassani riferisce che il 70 percento dei matrimoni misti fallisce e si  finisce quindi in un aula di Tribunale per la causa di separazione o di divorzio.
E le  unioni fra un musulmano e un’italiana sono «quelle più pericolose.  Perché – osserva ancora Gassani – la differenza culturale è enorme. Nelle  procure ci sono casi di italiane che vogliono separarsi perché  segregate, abusate, non vogliono mettere il velo».
Per il matrimonialista Gassani,  «in Italia non esiste una politica per matrimoni misti, né  esistono corsi prematrimoniali. Segnalo – aggiunge – che un  terzo dei matrimoni fallisce perché non si  comunica, non c’è una lingua comune. Senza togliere nulla alla  cultura araba, propongo la creazione gratuita di corsi  prematrimoniali così da abituare gli sposi alla reciprocità e  al rispetto».
Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/