matrimonio-centenario.jpgLei compie 98 anni il 25 agosto. Lui 101, li ha festeggiati il 3 marzo. Dopo oltre mezzo secolo di fidanzamento (si sono incontrati nel 1952 alla Battaglia di fiori di Ventimiglia) Silvie Basain e Giuseppe Rebaudi (in foto), ex amministrativista di “Nice Matin” lei, medico ginecologo dapprima a Milano e poi a Sanremo lui, hanno deciso di sposarsi. A breve, oltretutto.

Attendono solo che il consolato francese consegni a Silvie i documenti necessari, essendo la signora nata a Roquebrune. Poi la cerimonia, che sarà officiata dal consigliere comunale Emilio Rossi direttamente a casa dello sposo. I Rebaudi posseggono infatti una residenza all’altezza della situazione, essendo stato il padre di lui, Vittorio, il primo farmacista della città. «Sono un po’ preoccupata – si sfoga Silvie Basain, due occhi azzurro mare, tailleur rosa fucsia, perle bianche al collo – continuo a domandarmi se faccio bene e non riesco a darmi una risposta. In fondo sono soltanto cinquant’anni che stiamo assieme, e questi sono passi che bisogna fare dopo averci pensato per bene».

Ironia amabilissima. Del resto lei è già stata sposata, e rimasta vedova pochi anni dopo il matrimonio. Poi la solitudine, per decenni, fino a quando non ha incontrato Giuseppe che lei affettuosamente chiama Pippo. «Non mi sono mai sposato prima perché dovevo studiare e lavorare – confessa lui, una salute di ferro, soltanto la pressione leggermente bassa – mi sono impegnato nei primi parti cesarei d’Italia dopo la laurea a Roma nel 1933. E quando morì mio padre, mi trasferii a Bordighera per stare con mia madre e mia sorella».

Poi la direzione della clinica “Villa Speranza” a Sanremo. Ha fatto nascere centinaia di bambini, Giuseppe Rebaudi. Una tempra d’acciaio, una memoria storica indelebile. Ricorda la scoperta della penicillina; la prima auto, la radio, la televisione, il telefono. «Mio padre ne aveva uno in farmacia – ricorda – però non si poteva chiamarlo componendo il numero direttamente. Occorreva il centralino, erano altri tempi: e che tempi…».

Quindi le due guerre. La prima era solo un bambino, la seconda l’ha vissuta sulla sua pelle. Rammenta ancora di quando a Bordighera arrivò il generalissimo Franco per incontrarsi con Mussolini, sembra ieri e sono passati più di sessant’anni. Silvie non dimostra la sua età. Giuseppe è altrettanto arguto. Prima di pranzo non disdegna di leggere i giornali, ama essere informato, non ha rinunciato al piacere della riflessione su quanto accade. Ci vede benissimo, dopo un’operazione agli occhi subita nemmeno molti anni fa.

«E ci sento altrettanto bene», rimprovera Silvie quando, mentre lui accenna ad un sonnellino, lei fa qualche battuta divertente al suo indirizzo. Giuseppe è un divoratore di libri. Lei ha la passione sfrenata per l’antiquariato. Per il matrimonio Silvie sceglierà un tailleur chiaro, bordato di pelliccia ai polsi. «Giuseppe sarà in blu, molto elegante», si entusiasma. Poi ricorda che deve ancora comprare gli anelli. Ma saranno elegantissimi tutti e due, e soprattutto impagabili, un inno alla vita e all’amore. Duecento anni in due. Un futuro. Una memoria messa a frutta per volersi bene, niente di più bello e grande poteva accadere sotto il cielo di Bordighera. Il bouquet? Ci penserà la fidata Maria, al secolo Perrone, la tata che li segue ogni giorno passo passo da 5 mesi. Gli invitati? Una cosa giusta. Auguri. La luna di miele? Avranno tempo per decidere.

Fonte:www.ilsecoloxix.it