letti-singoli.jpgLui russa, lei scalcia. Lui vuole il buio assoluto, lei legge fino a tardi. Lei ha freddo e vuole il piumone, lui ha caldo e gli basta la copertina. Lui mette la sveglia all’alba per andare a correre, lei non si alza prima delle dieci. Scene di ordinari litigi da un matrimonio. Perché niente, pare, fa litigare di più che dividere lo stesso letto o solo la stessa camera.

E dagli Stati Uniti arriva il dato che riporta all’era vittoriana: il 23% delle coppie Usa sposate dormono in letti o camere separati, come rileva un sondaggio effettuato dalla National Sleep Foundation. A volerlo sono soprattutto le donne che assicurano in questo modo di riuscire ad apprezzare di più il partner. La pensa così, evidentemente anche Katie Holmes, la moglie di Tom Cruise che si è piegata per amore ad abbracciare la fede di Scientology ma non a sopportare il concertino notturno del marito, un campione di russamento.

E ad avvalorare la ricerca della National Sleep Foundation arrivano anche i dati della National Association of Home Builders (architetti e costruttori) secondo cui il numero di committenti di case e appartamenti che desiderano camere da letto separate è in costante aumento. E non sarebbe un lusso per soli ricchi visto che anche le coppie del ceto medio sono pronte ad alzare muri e a sacrificare altre stanze, tra cui la familiy room e la stanza da pranzo per garantirsi notti tranquille senza sopportare rumori e abitudini del partner. Oggi sono circa il venti per cento, ma secondo Ghopal Ahluwalia, capo-ricercatore dell’associazione dei costruttori, nel 2015 il 60 per cento delle nuove case avrà sdoppiato la camera matrimoniale.

Ma il «divorzio notturno» non è solo un fenomeno oltreoceano e prende piede anche in Italia. A fare outing su questa «preferenza» molti vip. Non stupisce trovare nell’elenco il supersingle Franco Califano che alla domanda «Come vivi oggi le tue storie?» risponde chiaro: «In maniera indipendente, non dormo insieme alla mia compagna del momento, ma in camere separate». Mentre incuriosisce e fa riflettere il fatto che alcune delle coppie più solide dello spettacolo abbiano rivelato tra gli ingredienti della ricetta della loro durata proprio la separazione notturna.

Maria de Filippi spiega che è la privacy, non solo le camere separate, il collante più potente. Mentre Sandra Mondaini ha spiegato in un’intervista: «Il nostro segreto? Complicità, assenza totale di competizione, voglia di ridere e soprattutto camere separate. Le abbiamo adottate da quando Raimondo aveva preso l’abitudine di dormire con il suo enorme cane sul letto».
Quando non è un cane a suggerire di dividere i destini notturni, spesso ci sono i rumori molesti emessi da uno dei due partner che o russa, o parla,o respira rumorosamente.

E per chi russa, nonostante la ricerca le stia provano tutte, ci sono poche speranze di cambiare. Per far stare zitto il proprio compagno di letto le si provano tutte: il verso del gatto, lo schiocco della lingua fino a calci e gomitate. Con conseguenze disastrose sui sentimenti e la civile convivenza. Così il 10% dei quasi 20 milioni di russatori italiani è costretto ad adottare letti separati come ha rivelato un’indagine condotta da Gfk Eurisko su un campione rappresentativo della popolazione.

Ma il solo ronfare non spiega la crescente separazione dei destini notturni delle coppie. Un trend che è un indizio di come sono cambiati gli equilibri del matrimonio. La donna lavora ed è meno disposta ad accettare compromessi in camera da letto quando a risentirne è il riposo. Se ci si deve alzare alle 7, fare andare avanti una casa, i figli e anche la carriera, il dormire diventa un’esigenza sacra.Secondo Pamela Smock, sociologa dell’Università del Michigan, «la vita di coppia si è accelerata, le donne hanno assunto nuovi ruoli. Non è necessariamente indicativo di tensioni nel matrimonio ma del bisogno di entrambi i partner di funzionare bene il giorno successivo».
Fonte:http://www.lastampa.it