Come scegliere la chiesa per il vostro matrimonio? Iniziamo un viaggio tra le chiese piu’ belle d’italia, con il Mausoleo di Santa Costanza a Roma. Vi chiederete, perche’ proprio da questa… ebbene, perche’ e’ la chiesa dove sono convolato a nozze…

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Il mausoleo di S. Costanza è uno dei caposaldi dell’architettura tardoantica. Fra i primi esempi conservati (insieme al Battistero Lateranense) di edificio cristiano a pianta centrale con ambulacro. Derivato da modelli romani di templi e mausolei, ninfei, (il Pantheon, il Mausoleo di Augusto, il cosiddetto tempio di Minerva Medica) deve la caratteristica più innovativa – i due spazi circolari concentrici – a un edificio di poco precedente destinato ad influenzare l’architettura medioevale: il Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme da Costantino e dalla madre Elena.

Pur essendo in parte privato del suo primitivo splendore, conserva tuttora un’imponenza ed un fascino straordinari, che peraltro ne fanno uno dei luoghi preferiti dalle coppie romane per i matrimoni religiosi.

Planimetria del complesso monumentale. Fai click per ingrandireFu eretto agli inizi del IV secolo da Costantina (o Costanza), figlia di Costantino, a ridosso della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero sotterraneo ove era sepolta la martire Agnese, di cui Costantina stessa era una devota, anche a causa di una guarigione attribuita alla santa.

Un esempio simile – di integrazione tra mausoleo e basilica in epoca costantiniana – è costituito dal mausoleo di Elena (madre di Costantino) – l’attuale Tor Pignattara – realizzato a ridosso della basilica costantiniana dei SS. Marcellino e Pietro sulla via Labicana, oggi via Casilina.

Pianta e alzato del mausoleo di S. CostanzaL’edificio era strettamente integrato con la basilica. Il nartece (1) che ne costituisce l’ingresso, absidato ai lati, si innestava sulla navata laterale della basilica e pertanto il mausoleo veniva a trovarsi trasversalmente in asse con la basilica stessa.

L’interno è costituito da una rotonda circolare (2) coperta a cupola, circondata da un deambulatorio (3), e da esso separata da 12 coppie di colonne di granito, tutte di spoglio, cioè ricavate da un precedente edificio di epoca romana. I capitelli delle colonne sono legati fra loro due a due da tronchi di architrave (pulvini) disposti in senso radiale, così da creare moti centrifughi e centripeti che accompagnano dalla penombra dell’ambulacro al luminoso spazio centrale.

La cupola dell’ambiente centrale – avente 22,50 m di diametro – venne realizzata con una tecnica costruttiva tipicamente romana, composta di nervature meridiane e solidi archi in mattoni, che ingabbiano la concrezione di tufo e pietra pomice.

All’interno la cupola era ricoperta di mosaici, oggi scomparsi, e le pareti sottostanti erano dotate di un sontuoso rivestimento marmoreo in opus sectile (cioè a tarsia), di cui oggi non ci rimangono che alcuni disegni, come testimonianze.

L'interno di S. Costanza nel 1538-39. Fai click per ingrandireA fianco, l’interno di S. Costanza nel 1538-39 (Francisco de Hollanda, Escorial)

Fu Urbano VIII (1623-1644) ad elimiare i rivestimenti, a causa di una minaccia di crollo. Rimangono comunque i 12 finestroni centinati che illuminano l’edificio nella sua parte centrale, conferendogli quel dinamismo da cui deriva in buona parte del fascino dell’edificio. L’ambulacro è coperto con una volta a botte, decorata da magnifici mosaici del IV secolo, che alternano motivi geometrici, scene di vendemmia, ritratti inseriti in clipei, fra cui si potrebbero riconoscere, rispettivamente a sinistra e a destra della nicchia frontale, Costantina e il primo marito Annibaliano, re del Ponto. Tipico caso di adattamento di temi pagani alla tradizione cristiana, hanno fatto sì che il mausoleo venisse a lungo identificato con il tempio di Bacco. Il ritmo delle pareti laterali è scandito da numerose nicchie.

L'interno del mausoleo. Fai click per ingrandireLe quattro nicchie in corrispondenza dei quattro assi sono di dimensioni maggiori: di forma rettangolare le due sull’asse longitudinale, semicircolari quelle sull’asse trasversali. I corrispondenti spazi tra le doppie colonne (intercolumni) sono più larghi e più alti degli altri: in questo modo viene a crearsi uno schema tipologico a croce inscritto in una circonferenza. La nicchia rettangolare opposta all’entrata (4) ospitava il sarcofago di Costantina in porfido rosso (il marmo riservato alla famiglia imperiale) decorato con motivi cristiani che riprendono i temi della decorazione musiva dell’ambulacro. Il sarcofago è conservato dalla fine del ‘700 nei Musei Vaticani; al suo posto è collocata una copia in gesso.

Dettaglio del mosaico. Fai click per ingrandireNelle due nicchie maggiori poste al centro delle curve laterali, due scene a mosaico della fine del IV secolo testimoniano il primato della chiesa di Roma sulla cristianità: la Consegna delle chiavi e la Consegna del rotolo della Legge a S.Pietro.

Esterno del Mausoleo. Fai click per ingrandireAll’esterno dell’ambulacro correva un’altro ambulacro colonnato, oggi scomparso. Nel complesso quindi questo edificio, assieme alla basilica cui era annesso, riflette le caratteristiche salienti dell’architettura costantiniana: grandiosità, semplicità della pianta e dell’esterno, sfarzosità all’interno. (Krautheimer)

Fonte:www.santagnese.org