Un paio d’anni fa fece scalpore la vicenda di Michael Weiss-Malik, un impiegato di Google che usò il servizio di mappe per postare una foto in cui chiedeva in sposa la sua Leslie tramite uno striscione visibile ancora oggi col servizio di geo-tagging satellitare. Michael è il precursore del matrimonio 2.0, una realtà ormai alla portata di tutti.
Oggi non ci si scompone di fronte alla coppia americana che interrompe la cerimonia per aggiornare le impostazioni personali di Facebook da “fidanzato” a “sposato” (un filmato su Youtube documenta lo sgomento degli invitati). E neanche la coppia, sempre statunitense, che ha pianificato un live streaming via Twitter dell’evento: del resto lui, Greg, aveva chiesto pubblicamente in moglie Stephanie con 140 caratteri postati proprio sul social network dell’uccellino.

Dilettanti di fronte a Bryan Haggerty, un ragazzo di San Francisco che ha creato una caccia al tesoro virtuale via smarthphone (unendo i punti si formava un grande cuore) alla fine della quale la sua “lei” ha trovato l’anello di fidanzamento, mentre a Tokyo l’ultimo grido per i veri geek è affittare come location direttamente un Apple Store.
Al di là dei rituali da tecnofili, le nozze si organizzano su Internet, si ri-vedono, si taggano, e l’album fotografico si autoproduce online. Dilaga la moda del blog dell’evento tanto che qualcuno si è addirittura inventato la professione di wedding reporter: Heidi Busetti segue gli sposi nella preparazione del grande giorno, intervista parenti e amici e crea il blog (su richiesta un libro) della storia d’amore a lieto fine.
Anche la lista di nozze si pubblica online per aggiornamenti in tempo reale sulla disponibilità degli oggetti con link diretto per effettuare il bonifico. Molto in voga l’acquisto delle miglia o delle notti per il viaggio di nozze tramite una mappa virtuale che permette di opzionare tratti dell’itinerario d’amore.

A intuire il business è giunto anche il maggiore motore di ricerca al mondo che ha lanciato lo scorso febbraio un servizio ad hoc. Si chiama “Google for weddings”: facilita tutta l’organizzazione mettendo a disposizione piattaforme per disegnare il sito, per il file sharing delle immagini, per mandare gli inviti, per i calendari con le scadenze. Partner dell’iniziativa è una delle più note wedding planner americane, Michelle Rago, autrice anche di best seller sulle nozze perfette.
Il rapporto di dipendenza con lo smartphone e le sue mille applicazioni software diventa morboso se il device assurge al ruolo di bacchetta magica per la realizzazione del giorno più bello. C’è ad esempio il BlackBerry personal event and wedding planner, un vademecum con una calendarizzazione che parte a un anno dalla fatidica data dando consigli utili dell’architetto e progettista di matrimoni Angelo Garini. Con un device Apple (iPhone, iPod, iPad) sono decine le app per visitare look book con vestiti di ogni tipo, addobbi, combinazioni floreali.

Per trovare l’abito da sposa c’è l’app The Knot LB, diretta emanazione di uno dei siti web più noti: si scelgono le combinazioni in base a corporatura, punti deboli, altezza, peso, misure, carattere. E, con un velocissimo download, si trova una selezione degli abiti più performanti tra quelli presenti in catalogo. Anche Condé Nast ha creato una Brides Wedding Genius, divisa in sezioni “anello, abito, viaggio di nozze, appuntamenti”. È probabile che questa mania, che ha ormai coinvolto anche gli italiani, sia incoraggiata dai programmi TV come quelli del canale satellitare Real Time. Ce ne sono ben 4 sui matrimoni, tutti di grande successo: “Dimmi di sì”, “Abito da sposa cercasi”, “Matrimonio all’italiana”, “Wedding planners”. Quest’ultimo condotto da Enzo Miccio, noto per “Ma come ti vesti” e guru del wedding style.

Fonte: http://www.luxury24.ilsole24ore.com/PeopleParties/2011/04/matrimoni-istruzioni-per-uso_1.php