sarkozy-bruni.jpg Al ritorno dal suo viaggio in Egitto e in Giordania, Nicolas Sarkozy aveva dichiarato davanti a seicento giornalisti che la sua relazione con Carla Bruni era “una cosa seria” e che i giornali avrebbero saputo di un eventuale matrimonio a cosa fatta. Promessa, a quanto pare, mantenuta. Il presidente francese e la cantante ed ex-modella italiana hanno detto sì giovedì scorso all’Eliseo con “una piccola cerimonia molto intima”, secondo quanto scrive l’Est Républicain, autorevole quotidiano di Nancy, che cita una fonte vicina a una delle persone presenti alle nozze.

Questa informazione riguarda la vita privata di Nicolas Sarkozy e io non ho nessun commento da fare”, si è limitato a dire il responsabile della comunicazione per la presidenza, Franck Louvrier, al seguito di Sarkozy nel Golfo.

L’articolo 169 del Codice civile, cita il quotidiano francese, prevede che in presenza di gravi motivi la pubblicazione del matrimonio non sia obbligatoria. Basta che il procuratore della Repubblica della città o dell’arrondissement in cui si tengono le nozze opti per l’esonero dalla pubblicazione del matrimonio. Probabilmente, azzarda l’Est Républicain, la tranquillità del presidente e la serenità richiesta per il giusto esercizio delle sue funzioni saranno state considerate motivi sufficienti per convincere il procuratore a scegliere la via della ‘segretezza’.

Venerdì scorso diverse voci si erano rincorse sulle nozze lampo. Alcune redazioni francesi ipotizzavano che la strana coppia si fosse già sposata mentre altri, tra cui Le Parisien, supponevano che si dovessero sposare venerdì sera al municipio del XVI arrondissement di Parigi, preso d’assalto da troupe televisive e decine di reporter per tutta la giornata.

Fatica inutile. Nicolas e Carla hanno beffato tutti. Se l’Est Republican ha ragione, ora il presidente potrà presentarsi al braccio della bella terza moglie a tutti gli appuntamenti internazionali senza rischiare incidenti diplomatici. In particolare il 24 gennaio il presidente è atteso in India dove spera di firmare importanti contratti. Il 9 gennaio il Washington Post aveva ricordato a Sarkozy che secondo le rigide regole del protocollo indiano, Carla Bruni, in quanto semplice fidanzata, non avrebbe ricevuto il trattamento riservato a una first lady. E il responsabile del protocollo indiano aveva detto con imbarazzo che non si era mai trovato “di fronte a una situazione simile”.

Il matrimonio di giovedì ha risolto questi grattacapi e calmato in parte le voci – rimane però il mistero: Carla è davvero incinta come si sussurra? – e la coppia potrà farsi immortalare davanti al monumento dell’amore eterno, il mitico Taj Mahal.
fonte: www.tendenzeonline.info