mgm.jpgDopo i soliti preparativi pre-matrimoniali, i corri-corri e lo stress da prestazione di tutti gli sposi per fare bella figura con parenti ed amici, ci siamo detti: “Ma ci vogliamo riposare dopo questo tour de force piacevole da una parte, ma che ringraziando Dio, capita una sola volta nella vita…(si spera)?!?”. Così, con l’intenzione di riposarci, abbronzarci ma svagarci un pò, grazie al nostro mentore Marcello, abbiamo optato per Orlando in fatto di divertimento, difatti i parchi a tema disneyani allettano un bel pò e poi lì ci sono i Caraibi per quanto riguarda mare, sole e relax…ma poi vogliamo sfatare il mito dei Caraibi?! Io lo farò, dopo!
Così partiamo con l’intento di visitare Disneyland e fare una capatina a Cape Carneval (fatto attuale visto il decollo e il rinvio dell’atterraggio dello shuttle di pochi giorni fa). Marcello è stato bravo ad organizzare tutto (come sempre). Partenza da Fiumicino il 29 giugno 2004 e dopo quasi 10 ore di volo, ( il nostro è stato “letteralmente” un viaggio di nozze, tra l’andata e il ritorno abbiamo preso la bellezza di 7 voli, per mancanza di voli diretti da Roma….sigh!)
I° traccia : Roma Fmc – New York Newark; 2° traccia Newark – Orlando. Mentre sorvolavamo la Florida già sentivamo l’odore made in Usa, tutto era enorme, i laghi, gli alberi, l’aeroporto…all’uscita del quale, dopo aver contrattato con una signora per un taxi (sembrava di essere al mercato), ci siamo messi in moto e quello che vedevamo, ragazzi, era straordinario.
Consiglio vivamente a chi vuol tornare bambino (come dice il simpatico Cirilli) o chi ha dei bambini di andare almeno una volta nella vita a Disneyland…è a dir poco FA-VO-LO-SO ! Dopo 20 minuti di corsa, arriviamo al centro del parco, chiamarlo ‘parco’ è riduttivo, diciamo città, una grande città circolare al cui ingresso un cancello (come nelle fiabe) su cui un Topolino gigante ci dava il Welcome to Disneyland Resort. Difatti lì tra le innumerevoli strutture c’era il nostro resort, l’Hilton Hotel…non fatevi ingannare, sì l’hotel era enorme con una hall da togliere il fiato, con i lampadari pieni di prismi luccicanti, tappeti rossi e staff ultra paziente…ma qui avevamo solo il pernottamento…vi immaginate i prezzi? Noi sì, per questo abbiamo optato per una vacanza fai da te.
Mio marito era il videoman ed io con la cartina in mano ero la guida e la traduttrice ufficiale, visto che lui non parla una parola di inglese, tanto più l’americano, ed io me la cavo anche se ero un pò arrugginita!
Il nostro itinerario è stato breve ma intenso, breve perchè avevamo solo 6 giorni prima di partire per i Caraibi ed intenso perchè abbiamo girato in lungo e in largo tutti i parchi ignorando completamente il resto della città.
In albergo abbiamo comprato il biglietto d’ingresso al aprco, non potete immaginare quanto sia enorme. Io ero stata a Disneyworld di Parigi, ma in confronto con l’originale il paragone è tipo Foggia – New York (non me ne vogliano i foggiani è solo un esempio di grandezza)…indi per cui non ci sono paragoni!!!

Ci sono sette parchi a tema:
1. Magickindom;
2. Epcot;
3. Disney – Mgm Studios;
4. Disney’s Animal Kingdom Park;
5. Blizzard Beach;
6. Typhoon Lagoon;
7. Disney’s Wide World of Sports Complex

Il nostro biglietto, dal costo di 325 dollari ci ha permesso di vederne quattro. L’entrata è ad oltranza e ne puoi girare 4 anche in un giorno solo, ma non vedreste nulla tanto sono grandi.
La nostra prima tappa è stato il più classico dei parchi e a mia opinione il più bello in assoluto: Magic Kingdom.
Avete presente il mondo delle fiabe? Quello che a molti di noi raccontavano da piccoli?….Di più, di più!!!
I parchi sono accessibili con dei pulmini che partono dai resort e conducono ad ogni parco, passano ogni 10 minuti dalle 07.30 della mattina fino alle 12.00 della sera. Il servizio è ottimo e gratuito, il traffico quasi nullo; oppure c’è una monorotaia che attraversa tutto il parco e porta alle diverse attrazioni. Lungo la strada ci sono i segnali stradali con le orecchie di Topolino, tutti colorati di rosso, blu e verde e sembra veramente di essere in un fumetto, in una dimensione irreale….fantastico!
Quando siamo arrivati all’ingresso (dopo essere passati al controllo bags), non potevo credere ai miei occhi: dall’alto del cancello, stile ferro battuto alla Candy Candy per intenderci, c’era una specie di stazione dei treni e alle 9.00 in punto di mattina, di ogni mattina per 365 gg l’anno, un presentatore dà il benvenuto ai turisti (posso affermare con certezza che noi due eravamo gli unici turisti internazionali, visto che tutti ma proprio tutti erano americani). Mentre il tipo parla, dietro di lui arriva un trenino carico di tutti i personaggi Disney: Geppetto, Cip e Ciop, Pinocchio, Capitan Uncino e i classici Mickey Mouse, Minnie, Donuld Duck, Goofy che insieme a dei ragazzi vestiti a tema, cantano “Good morning, good morning to you” e ballano dandoci il benvenuto…io piangevo dall’emozione come una bambina…a detta di mio marito, una bambina cretina!!!, ma era tutto così, così, non ho parole per dirlo e i bambini lì intorno, tutti a bocca aperta per l’emozione.
Dopo circa 10 minuti aprono i cancelli e comincia il viaggio fantastico.
La prima parte del parco è ambiantata negli anni ’40 con case a tema, stile Far West e dentro ogni struttura c’è un negozio, praticamente uno dietro l’altro e di ogni variante: dolci, gadgets, peluches, abbigliamento, ristoranti, market, arredo casa…oh non sapevamo dove guardare.
Avete presente i soggetti Disney con cui si fanno le foto? Bene, erano quelli scesi dal trenino e giravano per il parco braccati da noi turisti per le famose foto. Io cercavo Winnie the Pooh, invece ho trovato solo la volpe Robin Hood, meglio di niente. Comunque vagano per il parco una decina di minuti, spostandosi di continuo, si fanno fare qualche foto e poi le bodyguards le portano via per farli respirare un pò…immaginatevi con 32° dentro quegli enormi costumi che caldo! Si cambiano e poi riprendono a girare.
Passata la “città” si arriva ad un ponte, sotto cui passa veramente l’acqua e c’è il famoso castello della bella addormentata, tutto rosa, imponente con il classico ponte levatoio. Il castello è reale, con mattoncini dentro cui c’è un museo; passato il quale si arriva al parco divertimenti vero e proprio.
E’ inutile che vi elenchi tutte le attrazioni, faremo notte, noi li abbiamo sperimentati tutti, tutto gratis tranne le consumazioni, ma gli americani eccellono in questo per i prezzi irrisori, ad esempio un mega hot dog 2 dollari, acqua media 1,50 dollari, solo i gelati erano un pò cari…ma in viaggio di nozze non si bada a spese!
Per non parlare degli spettacoli dal vivo con principesse, i classici, i topini di cenerentola che ballano e cantano salutando noi tutti affascinati da questo mondo. E poi la casa di Minnie, sembrava un fumetto, tutta arredata veramente con tv, poltrone, frigo in stile cartoon. Insomma un posto incantevole, lì veramente non pensi più a nulla, solo al divertimento, allo svago e alla meraviglia di come gli americani abbiano reso un sogno realtà…e volete perdervi le sfilate di tutti i cartoni e i film che passano nel parco ogni mezza giornata?!!! Naaaaa!
La Sirenetta, Biancaneve e i sette nani, Pippo, Mowgli, e tutti si avvicinano al pubblico passante per un abbraccio o un saluto…da non perdere!
Potrei continuare all’infinito, ma creso che ho reso l’idea, così ci spostiamo sul 2° parco visitato.

2° giorno: Msg Studios. Appena arrivati notiamo subito la differenza di affluenza tra i due parchi: qui si riesce a camminare senza il senso di soffocamento del 1°. Tra le siepi notiamo subito i cespugli a forma di Biancaneve, dei nani con tanto di scope che ridono.
Qui si trovano attrazioni d afilm, tipo indiana Jones e guardate lì, uno scoiattolo vero che ci segue e una guardia gli dà una ghianda….mumble…mumble….mi ricorda “L’Era glaciale” , eh eh eh
I Muppet Show tridimensionali, che risate!
La casa degli Aerosmith con tanto di chitarra gigante all’ingresso. E anche qui fontanelle ad ogni angolo, bagni a go go, carretti con bevande e cibo, ristoranti e da non perdere il classico Planet Holliwood.

3° giorno: Cape Carneval.
Ho scelto io di visitare questa località, affascinata dagli shuttles e dagli atronauti.
Il posto dista circa 45 minuti dal nostro hotel, abbiamo il passaggio, compreso nella spesa del viaggio, del Topolino Tour, un’agenzia di trasporti di una romana sposata con un americano da 15 anni, che ha aperto questo servizio con altre persone…le risate a sentire una romana che parla americano romanesco…da morire!!
Comunque, come arriviamo al ” John F. Kennedy Space Center” vediamo 6 razzi sulla sinistra e cominciamo il tour pagato all’ingresso a 25,00 dollari, con tanto di traduttore simultaneo in cassetta (un aggeggio che costa 1500.00 dollari, difatti fanno lasciare un documento all’entrata) e pranzo a buffet con tanto di astronauta che ci avrebbe allietato con filmini e racconti live!
Anche qui c’è l’imbarazzo della scelta: non sappiamo da dove cominciare. C’è una riproduzione di uno shuttle di 25 mt dentro cui puoi vedere la struttura e la navetta dei piloti. L’atmosfera è suggestiva e la lingua americana non ti abbandona mai.
La 1° tappa ci mostra il luogo dove vengono assemblati i pezzi per la costruzione di un vero shuttle: 130 mt di altezza, da togliere il fiato; poi ci portano proprio al punto osservatorio a 5 km da Cape Carneval, dove c’è il punto di lancio. E’ una struttura monto ventilata, siamo vicini all’oceano, ricca di documenti e targhe dove si può leggere la storia astronautica americana. E’ da qui che riprendiamo il punto di lancio, nitido e affascinante, molto meglio che dalla tv.
La 3° tappa è nella sala di controllo lancio: davanti a noi tutti i computer e un mega schermo che mette in onda la diretta della giornata del 1° decollo attorno alla luna, con tanto di count down e simulazione decollo….dietro di noi si sente un forte boato e luce rossa fuoco, con i vetri che tremano…ecco l’infarto è alle porte…inaspettato…davvero emozionante!
Tutto fa parte della storia ormai.
Ultima tappa il mega hanger dove c’è il vero shuttle di 100 mt messo in orizzontale, con le persone che camminano sotto e ammirano tutto in dettaglio.
Dopo ore a camminare il pranzo è stato gradito, ora mi spiego perchè gli americani eccedono nel peso, con tutti quegli intingoli si perde il sapore delle cose…!
Al rientro in hotel, affiancando l’oceano, una famiglia di delfini ci allieta con spruzzi e salti, la nostra autista ci permette di scattare delle foto… lieto fine di una giornata memorabile!
I restanti tre giorni siamo tornati al 1° parco, abbiamo fatto spese e riportato questo e l’altro mondo, divertiti a girare per le vie di Orlando tra i super market, dove lo sguardo si perde tra le stranezze americane, le automobili pazzesche che comprano a prezzi irrisori, le litigate per chiamare un taxi…ti chiedono a momenti anche il codice fiscale…un bazar di ricordi, risate, profumi e divertimento, in un posto dove sicuramente torneremo per approfondire la conoscenza di un popolo così vero, ma altrettanto irreale, tutto da scoprire.
Così è trascorsa la nostra prima settimana di nozze…

Fonte: http://www.tuttoamerica.it/